Covid-19: l’occasione per una rieducazione allo sport

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La diffusione del Covid-19 ha provocato il divieto di poter fare sport fuori casa. Per tutti gli sportivi può essere l’occasione per riflettere sui reali valori dello sport e sul modo in cui si impiega il “leisure”, il proprio tempo libero.

In un periodo di profondo cambiamento dovuto all’emergenza coronavirus, che sta modificando le abitudini di ognuno, tutte le attività che fino a qualche settimana fa facevano parte della routine e che davamo per scontate, sono state vietate per limitare il più possibile il contagio, così da garantire un più veloce ritorno alla normalità. In questi mesi unici, tutti si sono reinventati, chi tornando ad apprezzare le piccole cose, come ad esempio passare tanto tempo con la propria famiglia, chi si è soffermato a riflettere su alcuni aspetti della propria vita e chi interessandosi ad un nuovo hobby, provando così a svolgere attività per le quali prima non avremmo trovato il tempo.

Oggi ci sentiamo privati del nostro tempo libero, del tempo dello svago, del tempo del divertimento, o più efficacemente del LEISURE, ovvero quella condizione in cui si è impegnati in attività che si è scelto di svolgere in assenza di costrizione e che quindi è connotata da spontaneità e finalizzata al proprio benessere. Tra le attività che maggiormente mancano alle persone c’è quella dello sport, e in un periodo in cui non è possibile nemmeno fare una passeggiata in strada, si sente il bisogno di evadere facendo una corsa o facendo il proprio sport preferito. L’attività sportiva costituisce una delle modalità più diffuse di leisure, in quanto richiama ad aspetti della dimensione sociale e individuale molto importanti, quali la salute, il benessere, la cura del corpo, l’integrazione sociale, la diffusione dei valori e la costruzione di una identità sociale. Il leisure è in contrapposizione a quello che invece ci sentiamo obbligati a fare: fino a qualche mese fa l’impegno e lo stress che portavano il lavoro o la scuola, oggi il desiderio di uscire di casa e fare qualcosa di diverso nella propria quarantena.

L’obbligo a non svolgere attività all’aperto è allora un’occasione di riflessione per tutte le persone che sono coinvolte nel mondo sportivo, facendo capire ad ognuno il valore e l’importanza che ha spendere il proprio tempo facendo sport. Può essere allora l’occasione per gli allenatori di capire che non è solo la vittoria che genera realizzazione, ma piuttosto vedere tutti i propri ragazzi che stanno bene nella loro squadra. Inoltre per i giocatori per capire che ciò che porta felicità nello sport è giocare insieme ai propri amici sul campo, piuttosto che essere parte della squadra più forte del campionato, oppure far parte di quella società disposta a rimborsarti cento euro in più. I genitori che vedono i propri figli calciare una pallina di spugna in casa possono capire che non è fondamentale che in una partita lui sia il migliore in campo, ma semplicemente ciò che lo realizza è trovarsi nel suo posto del cuore. Infine può essere l’occasione di riflessione per i dirigenti di società, che spinti dal desiderio di vittoria preferiscono escludere chi è meno capace, o portano ad una eccessiva esaltazione del giocatore più forte.

Queste cattive pratiche hanno creato nel tempo una visione distorta dello sport, anche a livello dilettantistico, che ha fatto in modo che molte persone, generalmente gli atleti più piccoli, non vivessero lo sport inteso come Leisure, generando in loro pressioni eccessive e inadeguatezze che li portassero nella maggior parte dei casi ad abbandonare la pratica sportiva. Le maggiori cause di abbandono precoce dello sport non sono infatti la mancanza di passione, o la mancanza di tempo, ma piuttosto il non sentirsi più parte di un gruppo, la carenza di divertimento, la diminuzione di autostima e una serie di sensazioni negative dovute a un’ansia pre-agonistica o a una mancanza di fiducia dell’allenatore e dei compagni.

Nello sport si sente sempre dire che bisogna andare più veloce, che bisogna correre sempre di più e di non fermarsi mai. Il Coronavirus impone a tutti gli sportivi una pausa inaspettata, che deve rappresentare uno spunto di riflessione per migliorare il proprio approccio allo sport, che permetta di vivere al meglio la pratica sportiva ad ogni atleta e  chi condivide con lui la stessa passione.

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Ultima modifica: 23 Aprile 2020

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